LA CUFFIA DEI ROTATORI

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Cuffia dei rotatori è il termine usato in anatomia per indicare il complesso muscolo-tendineo della spalla che fissa e stabilizza l’articolazione scapolo-omerale. Il nome deriva dal fatto che i grandi tendini proteggono l’intera articolazione formando una vera e propria cuffia che avvolge la testa dell’omero.

Comprendere l’anatomia e la biomeccanica della cuffia dei rotatori è fondamentale per gestire le fasi di riabilitazione, attiva e passiva.

Le principali patologie della cuffia dei rotatori sono le tendinopatie, le rotture parziali o complete. La borsite subacromiale può derivare da una tendinite. I sintomi sono dolore a livello della spalla e, in caso di gravi lacerazioni, debolezza o impossibilità a compiere i movimenti in forma completa e fluida. La diagnosi si basa sull’esame obiettivo, test clinici selettivi e diagnostici.

Le cause sono da imputare a traumi, alla naturale degenerazione delle strutture tendinee dovuta all’età o da postura e ai movimenti impropri a danno dell’articolazione; ancor più probabile è che l’infiammazione e l’eventuale lacerazione derivi da una combinazione di più d’uno di questi fattori.

Alcuni tipi di attività sportiva sollecitano particolarmente l’articolazione fra scapola e omero o la espongono a una maggiore probabilità di incorrere in problematiche alla cuffia dei rotatori.

Nella maggior parte dei casi, specie se il problema è di lieve entità, un periodo di riposo, l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei e l’impiego di terapie fisiche e fisioterapiche sono misure sufficienti per trattare l’infiammazione della cuffia dei rotatori.

La grande attenzione che viene posta all’attività fisioterapica presuppone la conoscenza di tecniche manuali, attive e passive, che portino il paziente alla scomparsa del dolore.

Nelle lesioni chirurgiche, i tendini lacerati vengono suturati a scopo ricostruttivo. Maggiore attenzione verrà posta nella fase riabilitativa.

La spalla necessita di conoscenze dedicate ed approfondite per comprendere appieno la biomeccanica fisiologica e alterata da condizioni patologiche, oltre che tecniche specifiche per rieducare l’arto e portarlo all’assenza di dolore nel massimo range of motion possibile.