Dolore rosa, diagnosi nera

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L’uomo tende a minimizzare il dolore femminile percependolo come un lamento, un segno di insofferenza, piuttosto che una reale condizione patologica, le cause di ciò sono molteplici e da ricercare tra gli altri in atteggiamenti sessisti retaggio del passato. La classe medica non è immune da tali comportamenti che hanno conseguenza dirette nello stato psicologico e sociale delle pazienti.

La fibromialgia, considerata da molti una malattia di origine psichica, è una condizione che testimonianze dirette riportano essere devastante dal punto di vista fisico e psicologico: da una parte il dolore invalidante rende impossible vivere normalmente, dall’altra la diffidenza ed i dubbi sollevati sulla reale esistenza di una condizione patologica agiscono come una spada di Damocle sulla psiche di chi ne è colpito.

Una recente ricerca italiana condotta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Verona e dal Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova ha aperto nuovi scenari e dato maggior certezza clinica alla fibromialgia: l’articolo, pubblicato sul Journal of clinical Medicine attesta che esistano fattori autoimmuni alla base di tale patologia.

Fino ad ora i pazienti affetti da fibromialgia venivano approcciati da un trattamento multidisciplinare che va dall’assunzione di farmaci con prevalenza di azione miorilassante al benessere psico fisico, trattamenti masso terapici, lieve attività fisica, alimentazione controllata e chi più ne ha più ne metta.

Scoprire l’origine autoimmune della malattia aprirà di certo nuove proposte terapeutiche maggiormente focalizzate e indirizzate verso il trattamento con farmaci immunoregolatori specifici; inoltre grazie alla ricerca ed alle eventuali evoluzioni della scienza la fibromialgia potrebbe essere inserita nel registro del centro malattie rare con possibilità di beneficiare di protocolli erogati dal Sistema Sanitario Nazionale.

La differenza rilevata nell’incidenza del dolore femminile è motivata dalle differenti esperienze biologiche ma anche da una diversa sensibilità neurologica; sono molte le patologie tipicamente femminili che provocano dolore ad esempio dismenorrea, endometriosi, vulvodinia, nevralgia del pudendo o dolore pelvico in generale, resta intatta però una minor attenzione da parte della categoria medica verso il dolore femminile.

Partendo da questo presupposto e dalle nuove scoperte fatte in tema di fibriomialgia si potrebbe ipotizzare una maggiore sensibilità e attenzione verso le pazienti che lamentano sofferenza al fine di aiutarle a vincere la propria battaglia contro il dolore.